E’ un luogo non luogo. O meglio è un luogo lontano dalla modernità. Apparentemente. Solo apparentemente, dal momento che è il cuore pulsante nell’ambito delle frontiere della cultura digitale.
Perché è proprio di cultura che si parla. Che si tocca. Che si respira.
A pochi passi da Venezia, nell’affascinante paesaggio rurale di Roncade, ad est di Treviso, la Tenuta Ca’ Tron è diventata il prototipo di come deve essere intesa la formazione digitale.
E’ in questo contesto dove si sta sperimentando come poter trasferire le conoscenze, le nuove conoscenze nell’ambito Web ad un pubblico sempre più trasversale. Dai master per nuove figure imprenditoriali agli approfondimenti per nativi digitali. Dagli aggiornamenti per chi fa impresa al primo approccio per un pubblico maturo.
Oltre l’offerta, quello che contraddistingue la Digital Accademia trevigiana, è la modalità con la quale propone tutto ciò. “… occorre coinvolgere le persone, farle sentire parte di un qualcosa… far toccare con mano una cultura virtuale, come può apparire quella digitale”, ci racconta la stessa coordinatrice dell’accademia, Giuliamaria Dotto.
E’ questa la discriminante. Ed è proprio l’apparente estraneità della Tenuta Ca’ Tron che permette di rendere tangibile concetti che altrimenti potrebbero risultare sfuggevoli ai meno avvezzi. Luogo tradizionale e cultura innovativa. In questo binomio si sintetizza la coevoluzione presente alla Digital Accademia.
Le ambizioni di questa struttura sono molte. Ha tutte le potenzialità per diventare come un grande centro culturale americano. Forse anche qualcosa di più. Sicuramente di diverso. Comunque sia si avvicina alla perfezione a ciò che potrebbe essere un modello formativo ideale. Dove la differenza viene fatta dalla competenza e non dall’istituzionalizzazione di uno stabile. Trasmettere nozioni camminando sull’erba o davanti ad un focolare acceso, è già un passo verso la trasmissione della conoscenza. Semplice, ma efficace. Immediata. Un’esperienza d’altri tempi in grado di anticiparne di nuovi.
E’ questa la vera sfida di Giuliamaria Dotto. Una sfida mirata a portare il pensiero oltre gli schemi precostituiti di un vecchio modo d’intendere la cultura. D’altronde non poteva essere differente. L’innovazione passa anche da un nuovo modo di pensare.
Andrea Bettini
Thursday 23rd February 2012














